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I profili di eventuale illegittimità di una procedura ad evidenza pubblica devono essere circostanziati e specificati

I profili di eventuale illegittimità di una procedura ad evidenza pubblica devono essere circostanziati e specificati_ il giudizio della commissione ha un contenuto tecnico discrezionale non sindacabile in sede giurisdizionale se non per macroscopica irragionevolezza ed illogicità_ La valutazione dell’articolazione territoriale delle imprese facenti capo ai raggruppamenti partecipanti appare coerente oltre che con le prescrizioni della lex specialis di gara, anche con l’oggetto dell’appalto a condizione che nella disciplina di gara si faccia riferimento alle sedi “operative” e non a quelle legali
la giurisprudenza amministrativa ha chiarito che la genericità e l’indeterminatezza delle censure, oltre a precludere l’indagine giurisdizionale, inibisce alla controparte una congrua ed appropriata difesa a scapito dell’indefettibile principio del contraddittorio_ è legittima la lex specialis di gara laddove preveda che un punteggio per il criterio della migliore articolazione territoriale delle imprese partecipanti, avendo altresì previsto all’ oggetto dell’appalto che “il servizio dovrà essere svolto da impresa e/o imprese aventi adeguata organizzazione aziendale sul territorio della Provincia, con articolazione territoriale delle sedi operative conforme alla ripartizione delle zone di intervento. A tal fine, l’impresa dovrà dare adeguata descrizione delle modalità operative di svolgimento del servizio, da esplicitare nel progetto tecnico”.?
Invero, con il gravame principale parte ricorrente impugna l’aggiudicazione provvisoria, i verbali, bando e disciplinare di gara deducendo la violazione del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163 ed eccesso di potere, ritenendo genericamente incongrua la valutazione del progetto tecnico da parte dalla commissione di gara, nonostante l’asserita superiorità qualitativa, a fronte di un’offerta economica più conveniente avanzata dai Consorzi ricorrenti, con una censura manifestamente inammissibile per genericità non avendo chiarito quale sarebbe stato il punteggio da attribuire e per quale motivo._Parimenti inammissibili per genericità si appalesano gli altri rilievi espressi nel ricorso principale concernenti l’omessa esclusione dell’a.t.i. controinteressate per mancata produzione delle giustificazioni a corredo dell’offerta economica e per mancato possesso dei requisiti di partecipazione alla gara nonché la illegittima composizione della stessa commissione giudicatrice, trattandosi di generica indicazione di profili di illegittimità non circostanziati e specificati._ La valutazione dell’articolazione territoriale delle imprese facenti capo ai raggruppamenti partecipanti appare coerente, oltre che con le prescrizioni della lex specialis di gara, anche con l’oggetto dell’appalto come indicato nell’art. 3 del bando di gara, costituito da interventi di manutenzione ordinaria degli alloggi di edilizia residenziale pubblica gestiti dall’I.A.C.P. siti nella provincia di Bari, suddivisi in sette aree di intervento che ricomprendono decine di Comuni e numerosi immobili che richiedono adeguata presenza sul territorio._Né, contrariamente a quanto dedotto dai ricorrenti, risulta che la commissione avrebbe inteso preferire le imprese con sede legale nella provincia di Bari, dal momento che, da un lato, il criterio di valutazione così come specificato nella disciplina di gara fa riferimento alle sedi “operative” e non a quelle legali; dall’altro, alcuna indicazione in proposito è dato evincere dal verbale n. 10 dell’8 novembre 2007 che, al contrario, motiva l’assegnazione del punteggio massimo di 20/20, tra l’altro, con la circostanza che l’a.t.i. ricorrente ha “esplicitato in modo chiaro la compagine organizzativa del servizio sin dal momento della partecipazione alla gara. Tale articolazione, fortemente connotata sul territorio da servire, appare tale appunto se si considera che gli altri progetti non hanno previsto neanche in via propositiva l’indicazione concreta di soggetti operanti nel settore edile a garanzia dello svolgimento del servizio”.
Dalla sentenza numero 2675 del 27 novembre 2008, emessa dal Tar Puglia, Bari impariamo che:


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