lunedì , 25 Maggio 2020

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Il “giro” degli appalti in 84 articoli

entro aprile 2017 il governo dovrà varare il nuovo codice dei contratti pubblici

Il “giro” degli appalti in 84 articoli

entro aprile 2017 il governo dovrà varare il nuovo codice dei contratti pubblici

Torniamo alla “casa” (gioco dell’oca, casella 19): tante le modifiche anche su fideiussione ed assicurazioni che sembrano pero’ riportarci indietro al 2006…

Con “viva e vibrante soddisfazione “ siamo di nuovo ad occuparci di una bozza di decreto correttivo al codice dei contratti varato meno di un anno fa

di Sonia Lazzini

Lo schema di decreto si compone di 84 articoli che, per maggiore chiarezza, utilizzano la tecnica della novella normativa.

Per quanto riguarda l’iter, il provvedimento viene all’esame preliminare del Consiglio dei ministri, all’esito delle consultazioni effettuate dal DAGL e dell’ esame da parte della citata Cabina di regia.

Successivamente all’approvazione preliminare, lo schema di decreto sarà inviato al parere della Conferenza Stato-Regioni e del Consiglio di Stato, che dovranno esprimersi entro 20 giorni, e alle competenti commissioni parlamentari, che si esprimeranno entro 30 giorni.

Doveva essere licenziato durante il Consiglio dei Ministri numero 12 del 10 febbraio scorso, ma cosi’ non è stato; di conseguenza prima di analizzarne le novità, aspettiamo di averne un varo definitivo

Una osservazione pero’ ci preme fare immediatamente: le modifiche sugli aspetti assicurativi, se tali resteranno, hanno tenuto conto di alcune delle precedenti “incongruenze” e il risultato sembra essere all’altezza dell’importanza della materia, (ricordiamoci che gli appalti pubblici rappresentano circa i 19% del PIL) anche se….

Ovviamente sarà nostra cura organizzare un incontro nel quale analizzare assieme tutte le nuove disposizioni e i loro necessari risvolti operativi

La legge 28 gennaio 2016, n. 11 ha conferito al Governo la delega per l’attuazione delle direttive

2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli

appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia,

dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di

contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture”.

In attuazione della suddetta delega il Governo ha adottato il decreto legislativo n. 50 del 2016,

recante il nuovo codice dei contratti pubblici.

A quasi un anno dalla sua adozione si rende, ora, necessario avvalersi della facoltà concessa al

Governo dal comma 8 dell’articolo 1 della citata delega, che autorizza, entro un anno dalla data di

entrata i vigore del decreto legislativo n 50 del 201, nel rispetto dei medesimi principi e criteri

direttivi, ad adottare disposizioni correttive e integrative del predetto codice.

Le modifiche proposte sono mirate a perfezionare l’impianto normativo senza intaccarlo, con lo

scopo di migliorarne l’omogeneità, la chiarezza e l’adeguatezza in modo da perseguire

efficacemente l’obiettivo dello sviluppo del settore che la stessa legge delega si era prefissata.

Lo schema di decreto tiene , in particolare, conto delle consultazioni effettuate dal Parlamento che

ha audito, tra l’altro,

le principali stazioni appaltanti e le associazioni di categoria, delle

osservazioni formulate dall’ANAC nonché delle considerazioni formulate dal Consiglio di Stato in

merito ai vari atti attuativi e dei suggerimenti provenienti dalle Regioni e dai Comuni. Sono state,

altresì, tenute in considerazione le segnalazioni emerse in sede di consultazione pubblica dei RUP,

effettuate nell’ambito della Cabina di regia istituita ai sensi dell’articolo 212 del codice.

Per quanto riguarda l’iter, il provvedimento viene all’esame preliminare del Consiglio dei ministri,

all’esito delle consultazioni effettuate dal DAGL e dell’ esame da parte della citata Cabina di regia.

Successivamente all’approvazione preliminare, lo schema di decreto sarà inviato al parere della

Conferenza Stato-Regioni e del Consiglio di Stato, che dovranno esprimersi entro 20 giorni, e alle

competenti commissioni parlamentari, che si esprimeranno entro 30 giorni.

Lo schema di decreto si compone di 84 articoli che, per maggiore chiarezza, utilizzano la tecnica

della novella normativa. Alla presente relazione, per consentire una più agevole consultazione, è

allegato un testo coordinato risultante da ciascuna novella.

Si illustra, di seguito, il contenuto dei singoli articoli.


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