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Cassazione:la Legge Gelli_Bianco ha superato una non condivisibile tendenza a fare della relazione sanitaria una “obbligazione di risultato”, laddove il fine di garantire la “sicurezza delle cure” ne ribadisce la natura di “obbligazione di mezzi”

Analogamente, agli effetti civili, l'applicazione dell'art. 3, comma 1, del decreto Balduzzi prevedeva un coordinamento con l'accertamento del giudice penale, nella cornice dell'art. 2043 cod. civ., ribadito dall'art. 7, comma 3, della legge Gelli-Bianco. La responsabilità civile anche per colpa lieve resta ferma (v. Sez. 3 civ., n. 4030 del 19/02/2013; Sez. 4 civ., ord. n. 8940 del 17/04/2014) a prescindere, dunque, dallo strumento tecnico con il quale il legislatore regoli la sottrazione del comportamento colpevole da imperizia lieve all'intervento del giudice penale.

GIUSTO UN'OSSERVAZIONE

all’interprete resta un dubbio

poichè:

Quanto detto vale anche per l’Azienda Sanitaria, che va considerata come ente equiparato alle amministrazioni pubbliche

Corte di Cassazione , Sezione 5 civile, sentenza numero 29868 dl 13 dicembre 2017

considerato che

merita di essere chiarito che a mente dell’art. 28 del Decreto del Presidente della Repubblica 20 dicembre 1979, n. 761 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff., 15 febbraio, n. 45) “Stato giuridico del personale delle unità sanitarie locali” è previsto che “In materia di responsabilità, ai dipendenti delle unità sanitarie locali si applicano le norme vigenti per i dipendenti civili dello Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, e successive integrazioni e modificazioni

Corte dei Conti della Puglia, sentenza numero 348 del 10 luglio 2017

tenuto conto di questi articoli

Decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3. Testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato _Art. 22. Responsabilità verso i terzi.

L’impiegato che, nell’esercizio delle attribuzioni ad esso conferite dalle leggi o dai regolamenti, cagioni ad altri un danno ingiusto ai sensi dell’art. 23 è personalmente obbligato a risarcirlo.

Art. 23. Danno ingiusto.
É danno ingiusto, agli effetti previsti dall’art. 22, quello derivante da ogni violazione dei diritti dei terzi che l’impiegato abbia commesso per dolo o per colpa grave; restano salve le responsabilità più gravi previste dalle leggi vigenti.

 

SI PUO’ ESSERE CERTI CHE PER IL PERSONALE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, NON CI SIA L’ESENZIONE DELLA COLPA LIEVE CIVILE?

 

ovviamente fermo restando che davanti la giudice contabile, l’imputabilità è sempre e solo per colpa grave o dolo

 


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